| ORGANIZZAZIONI E SISTEMI: iL
MOBBING
Come far "scoppiare" i lavoratori non
desiderati in spagnolo Italia. Un alto prelato in pensione si vede
ogni giorno diminuire le attenzioni che gli erano state promesse e
rese nei primi tempi di soggiorno in una residenza appositamente
riattata (con notevoli spese).
Un giorno una assistente di pulizia non si
presenta più e viene supplita per un poco da altro operatore, già
oberato di lavoro.
Un giorno il pranzo viene portato dalla cucina
della collettività. Un giorno il telefono prende a funzionare a
singhiozzo ecc. Allarmato da queste graduali disattenzioni, il prelato
illustre chiede chiarimenti ed il personale religioso risponde
:"Questo passa il convento!", come mai si sarebbe permesso prima. Il
prelato chiama aiuto dal telefono pubblico, fa i bagagli e se ne va,
non gradito ospite, con una auto. Che cosa è successo? Mobbing.
Italia. Un ospedale di provincia. Un consulente medico specializzato
in nuove tecniche strumentali e chirurgiche è stato affiancato al
dirigente sanitario di un reparto chirurgico. Apparentemente
l’iniziale accoglienza del reparto è buona ma poi la stanza del
consulente viene sempre più trascurata nelle pulizie ed un giorno
scompare persino la scrivania (per presunte riparazioni). Gradualmente
sono diminuite le richieste al consulente di interventi medici. Il
consulente annoiato ed irritato abbandona ilposto e si trasferisce in
altro ospedale. Qualcuno, intimorito dalle competenze dello
specialista, finalmente gongola e torna a sorridere.
Che cosa è successo? Mobbing.
Mobbing. Nella U.E., solo nel 1997, l’ 8,1% dei
lavoratori (>12 milioni) hanno subito vessazioni dirette o indirette
da parte di colleghi, superiori, sottoposti nella scala gerarchica
della propria organizzazione. La Svezia è il primo paese che si sia
occupato del mobbing, già negli anni ‘80 e dispone di una legge che
considera reato il mobbing. Le aziende svedesi hanno un garante
anti-mobbing.
Il problema è emerso in Francia nel 1994 con il
volume Le harcèlement morale (La molestia morale) della vittimologa
Marie-France Hirigoyen. In Italia se ne occupa tra i primi Renato
Gilioli (Centro Disadattamento Lavorativo della Clinica del Lavoro,
Milano). In Italia il fenomeno è sicuramente sottostimato. Il termine
è ripreso dalla etologia (animale) Il Mobbing ( it. Assalto collettivo
- ted. Hassen - fr. Houspillage ) è una reazione collettiva e
aggressiva mediante la quale alcuni Passeracei rispondono alla
invasione del territorio ed al pericolo, attaccando in gruppo
l’intruso e/o il contendente (es. rapace): l’emissione di gridi
particolari, la formazione di volo o l’accerchiamento a terra
intimoriscono, respingono l’avversario. Così delle cutrettole
finiscono per respingere e inseguire un rapace come lo sparviero.
E' dunque la difesa di un territorio, cioè, in
termini sistemici, dei confini e della stabilità di un sistema. Il
mobbing applicato ai sistemi e alle organizzazioni umane non è una
novità nella storia degli aggregati umani. Sicuramente, quale fenomeno
interpersonale, è aumentato nella misura in cui si è dovuta diminuire
la antica tendenza a sopprimere fisicamente gli individui incomodi. In
realtà, ad atto compiuto, quello che si perpetra è una aggressione a
livello relazionale nei confronti di un membro (del sistema) vissuto o
ritenuto minaccioso: il membro "nuovo" perturbante, se non risulterà
"addomesticabile" e quindi integrabile, verrà allontanato ed espulso o
messo nelle condizioni di auto-espellersi. L’ ostracismo degli antichi
greci ne è un esempio storico codificato.
Cincinnato, nell’antica Roma, subì mobbing.
Ancora oggi una organizzazione mafiosa non ha bisogno di ricorrere al
mobbing: uccide per non perdere tempo. Una donna giordana violata
sessualmente, ancora oggi, viene uccisa in nome dell’onore familiare
da un proprio fratello. Qui non c’è mobbing: è il copione etnico a
ingiungere soluzioni. Alla strategia sottile e lenta del mobbing
ricorre una organizzazione non-OK o un subsistema non-OK di una
organizzazione al fine di non alterare il pregresso range omeostatico
(= al fine di mantenersi tale e quale a prima) e, in termini AT,
mantenere il copione organizzativo. In ogni sistema o sub-sistema (es.
gruppi) si possono - sec. Berne, 1963 - riconoscere tre tipi di
leaders, non necessariamente coincidenti nella medesima persona:
leader responsabile (colui il quale occupa il ruolo nell’organigramma)
leader effettivo (colui il quale nella realtà operativa "prende le
decisioni attuali") leader psicologico ("colui il quale è più potente
nella struttura privata dei membri del gruppo e occupa la leadership
slot nella loro imago di gruppo") In un sistema-famiglia, p.e., il
leader responsabile potrebbe essere il padre (P), il leader effettivo
il primo figlio (F1) ed il leader psicologico la madre (M). In un
ufficio di Pretura il l. resp. è il pretore, il l. eff. un cancelliere
e magari il l.psic. un impiegato che da anni "domina" il gruppo di
lavoro. In un reparto di soldati, uno staff medico, una scuola, un
gruppo di psicoterapia ecc. sono possibili queste e altre combinazioni
di leaderships con effetti diversi. Naturalmente un gruppo è
conflittuale e disfunzionale quando ruoli e posizioni direttive
(leadership slots) sono poco definiti; quando i confini interni sono
poco chiari. Mobbing: quali livelli interpersonali sono interessati?
quali le reazioni del singolo al "nuovo"? "Serrare le fila": ci si può
coalizzare psicologicamente con la maggior parte degli altri membri
del gruppo (anche con gli ex-nemici) e resistere, ad ogni cambiamento,
con la passività in forma di pseudo-attività e pseudo-collaborazione.
"Leadership e Anti-leadership": si può non riconoscere il nuovo leader
(se il "nuovo" membro è giunto come leader); riconoscersi in un
neo-leader occulto o nella pregressa leadership; ci si può candidare
in proprio come leader ed attuare in prima persona una anti-leadership
di tipo alfa (verbalizzata e diretta) o di tipo beta (indiretta e
occulta) Anti-leadership: alfa e beta (Novellino M., 1985; Novellino
M. & Miglionico A., 1987) Alfa: Beta: competizione sociale con il
leader competizione psicologica con il leader transazioni dirette al
leader transazioni di carambola al l. (anche non verbali) giochi di 1°
e 2° grado giochi di 3° grado aggressione edipica (gelosia)
aggressione orale (invidia) sub-leader leader psicologico posizione
esistenziale: Io+/Tu- (liv.psicologico:Io-/Tu+) posizione
esistenziale: Io-/Tu- Follìa o complotto ordito? A questo punto,
quando il sig. Non-ne-so-nulla entra nell’ufficio X trova un clima
relazionale di facciata cui non corrisponde un senso di ok-ness.
All’inizio si sente ancora ok e non comprende. Poi raccoglie indizi di
resistenza da parte del gruppo che si traducono in una spiacevole
vissuto di frustrazione e non-appartenenza. Quello dell’ assalito non
è delirio di persecuzione - va chiarito! - ma "vissuto" di
persecuzione: la risultante di una irriducibile resistenza sistemica
al perturbante. Nell’inconsapevole capro espiatorio viene stimolato un
senso ingravescente di non-appartenenza, di non-fiducia, di non-fare e
quindi di non-esistere. Pervenuti alla non-esistenza il gioco della
estrusione è stato dal sistema perpetrato. Come si fa il gioco della
estrusione? Con giochi psicologici lavorativi "giocati" dal sistema
sull’asse Vittima - Persecutore: "Si, Ma" (numerose le varianti: "Ma
qui si è sempre fatto così…", "Abbiamo bisogno di dati supplementari,
di rinforzare l’organico ecc. per fare questo…", "Non credo che
rientri nel mio-nostro compito, mansionario…", "Ma Ipse dixit…", "Che
cosa penserà Harry, il dipartimento X, il sindacato di questo…?" , "Ma
chi ha il potere-l’autorità per fare questo?" ) "Povero Me-Poveri
Noi", "Gamba-di-legno" "Stupido","Sono confuso", "Titubanza", "Fallo
Tu per Me" "T’Ho Beccato Figlio di Puttana" "Magnifico Professore
(Dirigente-Impiegato ecc.)"(variante: "Per fortuna che sei arrivato
tu…") "Solo Tu ci puoi capire, aiutare..." (finale: "Nessuno ci può
capire, può fare niente per noi") "Vedetevela tra di voi (dirigenti
ecc.)", "Tutta Colpa Tua-Sua" , "Tribunale" ecc. Non ha importanza se
l’intruso si aggancia o meno al gioco: è dimostrato (R.Goulding) che
si può giocare anche se l’Altro "incrocia" la emi-transazione G-B con
l’Adulto: cioè su base proiettiva. Si è detto che i giochi psicologici
lavorativi si svolgono preferibilmente sull’asse Vittima -Persecutore
(Triangolo Drammatico di Karpman): Simmetria e complementarietà Nel
Mobbing il capro espiatorio ha poche alternative. Ogni relazione
simmetrica è instabile perché basata sulla "legge del più forte" e non
c’è accordo tra le parti comunicanti su
chi-ha-il-potere-nella-relazione: ognuna delle due parti vuole essere
dominante (one-up). O si esita in una escalation che prevede ulteriore
usura, lotta fisica, conflitto legale ecc. o si perviene alla rinuncia
di uno dei due contendenti. Ora qui la situazione è di Uno solo contro
Tanti (gruppo) e quindi è più probabile che soccomba l’Uno. E l’Uno
soccombe. Si è passati così da una relazione simmetrica ad una
relazione complementare fissa in cui la vittima assume il ruolo di
sottomesso (one-down). Se il capro espiatorio è un leader non gli
resta che piegarsi in un ruolo di pseudo-leader, accettare di non-
essere-importante, di non-pensare, di non-farcela, entrare in simbiosi
con il gruppo e giocare sul Triangolo Drammatico come co-agonista.
Tutto pur di appartenere. A costo di essere penalizzato anche a
livello gerarchico. Talora perde proprio il posto di lavoro, anche
quando non infastidisce più nessuno nell’ iperadattamento. MA se
intuisce il doppio legame, evade e si salva. E comunque lascerà
inalterato il copione del gruppo. La "vittima" del Mobbing è con la
"v" minuscola all’inizio: È "vittima" di una strategia estrusiva da
parte di un sistema che è avvantaggiato a livello consapevole o
inconsapevole dal mantenimento di un equilibrio precedente
all’ingresso della vittima. La vittima entra nel sistema con una
posizione esistenziale iniziale Io OK/Tu OK/il Mondo OK La vittima
presenta adeguate competenze Adulte riguardo alla attività lavorativa
richiesta e più o meno adeguate competenze interpersonali. La vittima
è indotta da un Doppio Legame ad entrare nel Triangolo Drammatico Come
non vedere il Mobbing dove non c’è. Fare diagnosi differenziale:
Diagnosi a livello di individuo: differenziare la vittima del m. dallo
Spettro dei disturbi paranoidi (Disturbo Paranoide di Personalità,
Dist. Delirante di persecuzione, Dist. Delirante a due o più persone,
Schizofrenia Paranoide ecc.) Diagnosi a livello interpersonale:
analisi dei giochi sub-gruppali, gruppali, intergruppali, analisi del
sub-sistema osservato, analisi del sistema ecc. Diagnosi a livello
della organizzazione: analisi del sistema osservato, analisi
gerarchica dei sub-sistemi; analisi della cultura della
organizzazione; analisi del copione della organizzazione ecc. S. del
burn-out: parte delle s. di burn-out riconosce moventi di mobbing ma
burn-out non equivale a mobbing e viceversa Conclusioni Definito il
Mobbing, il fenomeno chiede di essere solo diagnosticato e censito.
Questo spetta ai professionisti d’aiuto istruiti e sensibilizzati
all’uopo. A noi, dunque. Una ultima considerazione: si pensi al
devastante fattore di precipitazione in campo psicopatologico,
allorché il "mobizzato" di per sé non è sano ed entra sul set di un
sistema "mobizzante". Un problema nel problema, con rilevanti
conseguenze sulla gestione della salute mentale.
© Achille Miglionico (1999)
si veda paragrafo su mobbing in: A. Miglionico, Manuale
di Comunicazione e Counselling, Centro Scientifico Editore, Torino,
2000. sieb@incultura.com |