Cacciatori nelle tenebre
l’esordio a fumetti di Gianrico Carofiglio e della sua Bari criminale

 

Se un fumetto è nella Top 10 dei libri più venduti, come se fossimo in Francia, il merito va alla fama del romanziere Gianrico Carofiglio che, con la sua saga dedicata all’avvocato barese Guido Guerrieri, ha venduto migliaia di copie in Italia e all’estero, e che ora debutta come sceneggiatore in compagnia del fratello, creando un microverso all’interno di quello di Guerrieri, la cui presenza è solo accennata. I retroscena di questa operazione possono leggersi nell’intervista che, in fondo al volume, Vincenzo Mollica fa agli autori del graphic novel.
Poco da eccepire sul lavoro narrativo di Gianrico. I personaggi sono ben caratterizzati, forse al limite dello stereotipo. La trama tocca corde che smuoverebbero chiunque. La scelta di usare la seconda persona come punto di vista è originale ed efficacissima, il che si riflette in didascalie degne del pluricitato Frank Miller.
Di Francesco non si può che parlarne come un esordiente fortunato: questa prova resta pur sempre il suo battesimo - e si vede. Il tratto spigoloso o abbozzato pare più esigenza che scelta stilistica. E per quanto si sforzi di disegnare con Sin City accanto alla tavola, il risultato è incomparabile. Lo storytelling, nonostante tutto, è chiaro.
I lettori baresi saranno stuzzicati dagli scorci della città, ma nulla di più. Bari è il teatro della storia, ma potrebbe esserlo una qualsiasi metropoli. Un difetto che non appartiene alla saga letteraria e che forse è dettato dall’odioso binomio fumetto=irrealtà.
In definitiva, una piacevole lettura da fare, a scrocco, sui divanetti delle grandi librerie.