Gridare amore dal centro del mondo
Fa
il suo esordio in Italia il romanzo che più ha riscosso successo nel mercato
editoriale giapponese negli ultimi anni. Gridare amore dal centro del mondo
- edito in Italia da Salani- esordisce in terra nipponica nel 2001, in sordina,
presso una piccola casa editrice. Il passaparola ne fa però in breve tempo un
caso, portando alla vendita record di quattro milioni di copie. E come spesso
accade nel mercato giapponese, subito sono stati tratti da questo, imprevisto,
successo un film, un manga, e addirittura une serie tv di pari popolarità. A
fronte di una simile presentazione ci si aspetterebbe di trovarsi davanti a un
lavoro di rara bellezza e valore. Bisogna ammettere come questo non corrisponda
propriamente a realtà. La storia, ambientata nella provincia nipponica degli
anni Novanta, prende le mosse dall'epilogo. Nel primo capitolo troviamo
Sakutaro- il protagonista maschile- in viaggio per l'Australia con le
ceneri dell'amata Aki, già morta a causa di una grave e improvvisa forma di
leucemia. La storia scorre così a ritroso nel tempo, delineando la nascita
dell'amicizia tra i due, inizialmente dodicenni, compagni di scuola, e la
successiva, graduale, evoluzione di questa relazione in una delicata e romantica
storia d'amore. Come si può vedere, la tematica affrontata dall' autore Kyoichi
Katayama, è universale e di facile effetto. E la scelta di rendere partecipe fin
da subito il lettore del triste finale, risulta vincente nell'improntare
l'intera vicenda sotto i toni di sofferta emotività e attesa. Richiamando
atmosfere angoscianti e di oscuro presagio, i più hanno paragonato
questo romanzo al cult- movie degli anni settanta Love Story (io
aggiungerei anche quelle del romanzo di Nicholas Sparks - e omonimo film
americano- I passi dell'amore). Lo stile pulito e accattivante, le
intriganti dinamiche tra i personaggi (da sottolineare il bel rapporto descritto
tra Sakutaro e suo nonno) di Katayama stanno già attirando l'interesse del
pubblico italiano, nell'ultimo decennio molto attento alle proposte del mercato
giapponese. Anche se probabilmente i nostri lettori guarderanno ancora con
maggiore interesse alla produzione, di spessore maggiore, dello scrittore
Haruki Murakami (il cui bel romanzo Tokyo blues - già molto apprezzato in
Italia- deteneva precedentemente a Gridare amore... il record di vendite
assolute di un libro in Giappone) o della certezza, editorialmente parlando,
Banana Yoshimoto. (Febbraio 2006, Olga Miglionico)