L’anno della lepre: esempio di romanzo ecologico


 

 

Nel panorama editoriale  italiano sembra esserci poco spazio per le letterature (e lingue) meno conosciute e provenienti da aree ai “confini”. Questa lacuna è stata da tempo colmata da un ottima casa editrice chiamata Iperborea, che pubblica libri – sia di narrativa che di saggistica- di autori scandinavi. Uno dei più grandi successi al loro attivo è un bellissimo romanzo intitolato L’anno della lepre di Arto Paasilinna. Pubblicato per la prima volta in Finlandia nel 1975 (in Italia nel 1994), questo romanzo è considerato ormai da anni di culto nei paesi nordici, tanto da essere considerato dai critici iniziatore di un nuovo genere: il romanzo umoristico - ecologico. Il perché è facilmente desumibile dalla trama del libro. Protagonista è Kaarlo Vatanen, giornalista, insoddisfatto e apatico, di Helsinki in viaggio di lavoro con un collega fotografo. Sulla via del ritorno-via desertica e innevata, come facilmente si può immaginare in un paesaggio come quello  finnico- i due investono una lepre: quando Vatanen scende per sincerarsi delle sue condizioni, prende all’improvviso la decisione di inoltrarsi nel bosco con il leprotto, e di far perdere le sue tracce. Invano, e non per molto in realtà, l’amico fotografo aspetterà il suo ritorno. Anche i familiari smettono ben presto di cercarlo. Iniziano così le avventure – disavventure di questo singolare personaggio, uomo di città che cerca di sopravvivere ritrovando il contatto diretto con la natura, e reinventando la propria vita. L’autore ci racconta con ironia le vicissitudini di Vatanen, riuscendo ad immergere il lettore con efficacia nel bellissimo mondo di boschi e laghi innevati, di spazi incontaminati e ben poco popolati nel quale prende corpo la narrazione.  Pur essendo la trama un’opera di finzione, il paesaggio finlandese è ritratto in tutto il suo vero splendore, e il lettore ne è totalmente avvolto e affascinato. In questa sorta di Bildungsroman - romanzo di formazione- di carattere ecologista, lo scrittore ci fa capire con leggerezza e senza pedanteria che un ritorno ad un contatto più diretto con la natura è sempre possibile. E, ci auguriamo, non solo in una terra di confine e quasi incontaminata come la Finlandia, ma anche in un paese molto più urbanizzato come l’Italia. L’autore, Arto Paasilinna -classe 1942- è, non a caso, il più famoso  scrittore in terra di Finlandia, dove ogni sua pubblicazione supera le centomila copie in termini di vendita, ed è l’unico probabilmente ad essere molto apprezzato e conosciuto anche all’estero. Da anni tutti i suoi scritti vengono puntualmente tradotti anche in italiano, dove ha ormai conquistato uno zoccolo duro di lettori che ne apprezza lo stile e le storie surreali e parodistiche. Paasilinna conquista il lettore denunciando, partendo dalla realtà finlandese, in modo indiretto e leggero gli sbagli della società odierna. Moniti validi non solo per la società finnica, ma ovviamente per tutte le società occidentali.

(Olga Miglionico, dicembre 2005)