Questa storia:

Il nuovo romanzo di Baricco

 

A distanza di tre anni da Senza sangue - ultimo vero prodotto di finzione narrativa della sua carriera- Alessandro Baricco dà alle stampe un nuovo romanzo, dal titolo Questa storia. E lo fa coraggiosamente, cambiando casa editrice, e passando dalla storica Rizzoli alla giovane Fandango. Protagonista di questa storia è Ultimo Parri, che conosciamo nel giorno della nascita e seguiamo nelle sue varie vicissitudini nel mondo fino alla morte. Non è un percorso omogeneo quello offertoci dalla scrittore torinese. La narrazione è affidata a più voci narranti, con stili e modi di raccontare la storia di Ultimo da punti di vista diversi. Solo alcune fasi della vita del protagonista sono coperte dalla narrazione, e con notevoli salti temporali e racconti parziali, in conformità a quello che il personaggio narrante ricorda di aver vissuto con Ultimo. E proprio in questo sta la forza del libro, nella capacità dello scrittore di spiazzare il lettore di volta in volta introducendo nuovi personaggi, nuovi scenari, e lasciandolo continuamente col fiato sospeso sulle sorti del protagonista. E Ultimo Parri non è un protagonista qualsiasi. Nasce sul finire del secolo diciannovesimo, e questo gli permettere di vivere in prima persona esperienze che hanno caratterizzato il Novecento, come l'emigrazione verso gli Stati Uniti d'America, le trincee della Grande Guerra, e in primis l'evoluzione del progresso tecnologico e le prime gare in campo automobilistico. In questo mondo è precocemente introdotto dal padre Libero, uomo di larghe vedute e simpatico idealista, che baratta una sicura attività di allevamento di mucche fassone con l'avveniristica attività di Garage specializzato in riparazione di automobili. Peccato non aver considerato che fossero così poco diffuse allora, e che non passassero facilmente dal suo garage di campagna. Fortuna - o sfortuna- vuole però che incontri un ricco conte appassionato di gare da corsa, che ne fa il suo compagno d'avventura, con notevoli conseguenze per la sorte di tutti i componenti della famiglia Parri. Quello che resta della passione del padre Libero per le gare non sono le macchine, ma le strade. Rincorrendo il suo sogno di trovare la strada perfetta , e di costruire una pista che simboleggi la vita, Ultimo vive. Aspettando di fare ciò per cui è nato, perché come scrive Baricco "la gente vive davvero solo negli anni in cui riesce a fare ciò per cui è nata. Allora, lì, è felice. Il resto del tempo è tempo che passa ad aspettare o a ricordare". Durante questa attesa, percorrendo le strade americane lavorando alle dipendenze della Steinway & Sohns - storica azienda produttrice di pianoforti- conosce Elizaveta, ragazza russa di nobile origini sfuggita alla rivoluzione, che per sua stessa ammissione rappresenterà la donna della sua vita, anche se il loro rimarrà un grande amore non consumato. Elizaveta è forse la voce narrante più importante del libro, ed è al tempo stesso un personaggio molto complesso e ambiguo, di grande fascino per il lettore. A lei sarà affidato l'incredibile finale del romanzo, scritto in puro stile baricchiano. I lettori più affezionati dello scrittore torinese saranno contenti di ritrovare il piglio narrativo che ne aveva decretato il successo con i romanzi d' esordio, quello stile chiaro e ad effetto, leggermente surreale, capace di delineare personaggi eccentrici ed amabili, e proprio per questo non facili da dimenticare. E Ultimo Parri e i suoi comprimari entrano di diritto tra questi. (Olga Miglionico, Gennaio 2006)