La fine di Demian
conclusione della seconda miniserie della Sergio Bonelli Editore

Continua con successo la pubblicazione di miniserie da parte della più importante casa di produzione di fumetti italiana.
Dopo Brad Barron di Tito Faraci e prima dell'esordio di Volto Nascosto di Gianfranco Manfredi, quest'avventura si chiude anche per Demian di Pasquale Ruju, per il momento.

Non si può dire che "non poteva finire altrimenti", perché finali diversi sarebbero stati altrettanto leciti, ma il creatore di Demian, il giustiziere che combatte il crimine a Marsiglia e nel Mediterraneo, con l'aiuto dell'amico contrabbandiere, della di lui figlia poliziotta e di una misteriosa organizzazione di "chevaliers", ha optato per una conclusione suggestiva, per quanto da manuale.
Approfittando della chiusura della miniserie, possiamo trarne un veloce bilancio.
Ruju non ha sbagliato un colpo. Tutte le sue sceneggiature sono state ineccepibili e la qualità degli albi, complice uno staff di disegnatori di tutto rispetto, non ha mai subito scossoni dalla sua vetta, nemmeno negli episodi intercalari. Questo diciottesimo albo non sfugge alla statistica: il felice tratto di Di Vincenzo e Spadoni consente allo scrittore di regalare le emozioni dovute e portare a termine le ultime trame nel modo giusto - anche se non è immediato discriminare il lavoro dei singoli illustratori.
Sesso e amore, epica e melodramma, sapientemente dosati dal primo all'ultimo numero, in una salsa noir che cattura anche chi rigetta normalmente il genere.
Le tavole finali lasciano per il futuro uno spiraglio che con tutta probabilità si incarnerà nell'annunciato Speciale.
Va da sé che quest'albo non va neanche sfogliato, se non si tengono a mente almeno i più fondanti dei precedenti…

Michele Miglionico