United 93

 

Nonostante la stagione cinematografica italiana sia ormai archiviata dall’inizio di giugno, qualche tentativo di portare gente nelle sale cinematografiche viene fatto anche se senza la debita pubblicità o promozione. Capita così che tra un film horror e un altro, esca in sala, in contemporanea mondiale, un film importante come United 93. In attesa che il lungometraggio di Oliver Stone sui fatti dell’11 setembre arrivi nelle sale ad ottobre, il regista inglese Paul Greengrass (Bloody Sunday) firma questo importante film che aiuta noi tutti a non dimenticare. La vicenda ricostruita è quella del quarto aereo dirottato quel fatidico giorno del 2001. Assistiamo per tutta la prima parte del film alla ricostruzione delle operazioni di imbarco, monitoraggio dello spazio aereo, incredulità per dirottamenti che non avvenivano dagli anni Settanta. Incredibile notare come nessuno fosse preparato a un attacco di nessun tipo, e quanta incredulità regnasse negli organi di comando nonostante il succedersi incessante degli eventi. Ogni decisione risolutiva tarda ad essere presa, le notizie più certe arrivano dalle immagini trasmesse dalla CNN…in tutto questo, lo United 97 decolla, con i passeggeri ignari del proprio destino. Le loro storie non ci sono raccontate, sarebbe stato un inutile strazio in mezzo a già tanta emozione. La sofferta partecipazione dello spettatore per quei destini già noti è inevitabile, soprattutto man mano che nella ricostruzione i passeggeri si rendono conto di quello che sta loro accadendo e che nulla o quasi possono fare per salvarsi. Da qui la decisione dei più combattivi di allearsi e di cercare perlomeno di non fare arrivare al bersaglio il loro volo. La macchina da presa segue con agitazione e velocità tutta la precisa ricostruzione della vicenda, senza dare tregua allo spettatore, in un montaggio frenetico e realistico. Il film si interrompe nel silenzio, con lo schianto inevitabile e fatale, lasciando attoniti seppur l’epilogo fosse tanto noto. Ma la potenza emotiva di film come questi è fortissima, importante per ricordare.

                                                                                                        (Olga Miglionico, luglio 2006)