I segreti di Brokeback Mountain:
un film coraggioso

Forte delle otto nomination agli Academy awards, dei tre Golden Globes , nonché del Leone d'oro vinto alla scorsa Mostra del Cinema di Venezia, I segreti di Brokeback Mountain si impone da subito come uno di quei film che un attento frequentatore di sale cinematografiche non può perdersi.
Il regista è l'hong-konghiano - ma ormai statunitense d'adozione- Ang Lee, che ha al suo attivo moltissimi successi sia di botteghino e che di critica (vedi La tigre e il dragone, Hulk), e che può quindi permettersi di addentrarsi in un genere sì hollywoodiano, stravolgendone però i "sacri" canoni.
Tratto da un racconto di Annie Proulx, il lungometraggio ha per protagonisti Jack (Jake Gyllenhall) ed Ennis (Heat Ledger), due cowboy che insieme lavorano per il rancher del posto, che li manda a pascolare le sue pecore (non vacche!) a Brokeback Mountain. Tra i due nasce pian piano un'amicizia erotizzata, che poi si trasforma in passione e amore. I due però dovranno lasciarsi alla fine del lavoro e di quell'estate del 1963. Devono passare però quattro anni prima che i due si reincontrino - grazie al più intraprendente Jack -, quando ormai entrambi sono sposati e con prole. Ma è da questo momento che i due, nonostante le difficoltà matrimoniali e logistiche, non riusciranno a lasciarsi più.
Etichettato con superficialità come western gay, va detto che il film di western ha solo l'ambientazione, peraltro splendidamente fotografata, delle montagne del Wyoming. Il fatto che i protagonisti siano due cowboy, finora figure sinonimo di virilità a tutto tondo, ha fatto sì che Brokeback Mountain facesse notizia nel mondo al di là dei suoi indiscussi meriti artistici (ed anche per una discutibile allusione etimologica). Censurato in modo ingiustificato sia nello Stato americano dello Utah (patria dei Mormoni) che in Cina, il film ha dalla sua l'autorevolezza di un regista di razza, che da sempre riesce a descrivere con chiarezza e obiettività società in cui non è cresciuto - si pensi a quella inglese in Ragione e sentimento, e alla stessa americana in Tempesta di ghiaccio - e la presenza di due già lanciatissimi divi come Gyllenhall e Ledger, che non hanno avuto remore nell'interpretare due personaggi che possono ancora essere sentiti come "scomodi" nell'ambito dell'industria cinematografica. Come in ogni film romantico che si rispetti, lo spettatore viene sempre più coinvolto emotivamente durante lo svolgersi della storia - che descrive vent'anni di vita dei protagonisti - ritrovandosi così a parteggiare sia per i due innamorati, sia, a tratti, per la moglie di Ennis, che da subito scopre la storia clandestina me decide di soffrire in silenzio. Gli ostacoli a questo melodramma nascono proprio dall'omosessualità dei due cowboy - la stessa storia con due protagonisti eterosessuali non avrebbe avuto ragione d'essere raccontata… - , ed interessante è la riflessione che ne nasce su come troppo spesso sia la società, e gli uomini che decidono di assecondarla, a frapporre ostacoli a una felicità che è a un passo dall'essere raggiunta. (Olga Miglionico, Febbraio 2006))