David Lynch alla Triennale di Milano

 

I critici lo amano, un pubblico di fedelissimi lo segue al cinema. Eppure David Lynch può ancora sorprendere, e lo fa con una retrospettiva a lui interamente dedicata nella prestigiosa cornice della Triennale di Milano. Non ci sono locandine di film  foto di scena ad accogliere i visitatori. Bensì una lunga serie di dipinti, foto, schizzi che il maestro ha gelosamente conservato nel corso della sua vita e che per la prima volta mostra al pubblico. Organizzata dalla Fondazione Cartier per l’arte contemporanea ( e presentata già a Parigi negli scorsi mesi) l’esposizione celebra l‘artista a tutto tondo, con opere che risalgono anche agli anni Sessanta (il regista è diplomato all’Accademia di Belle Arti di Philadelfia) ma senza seguire un percorso cronologico, senza dare indicazioni sugli anni di realizzazione o alcun titolo alle opere, per precisa volontà dell’autore. Ciò che ne emerge nel complesso, in queste tele scure, in queste foto manipolate e spesso volutamente crude, in questi disegni dal tratto semplice e stilizzato,  è un talento dal forte sapore visionario e delirante, ricco di suggestioni visive pur senza un senso totale nel suo universo gotico, forse non sempre all’altezza della sua debordante creatività. Parte integrante della retrospettiva sono i video e i corti  sperimentali realizzati da Lynch, che possono essere gustati per un totale di un’ora e mezza nella saletta posta al centro dell’esposizione. La mostra The air is on fire, inaugurata il 9 ottobre, rimarrà aperta al pubblico fino al prossimo 13 gennaio.

                                                           

                                                                               Olga Miglionico