Gita a Vescovìo
Vescovìo (la retta pronuncia vuole l’accento sulla ì) è
un comune di Torri in Sabina in provincia di Rieti presso le rovine dell’antico
municipio romano di “Forum Novum”, dove sorge il
santuario della SANTA MARIA DELLA LODE. Ci troviamo a circa settanta chilometri
da Roma, in pieno t
erritorio sabino. La località è
ottimamente collegata alla capitale: si può infatti
raggiungere dalla Salaria (passando per Passo Corese),
dalla Via Flaminia e dall’autostrada A1 (uscita Magliano
Sabino). Numerosi cartelli stradali di carattere “turistico” segnalano il
Santuario. Il municipio romano che qui sorgeva era ubicato
all’incrocio di importanti assi viari e, proprio per questo motivo, era un
fiorente centro di scambi commerciali. Troviamo traccia di Forum Novum in molti scritti tra cui le Historiae
Naturalis di Plinio e l’ Eneide
di Virgilio. Molti sono i resti di abitazioni romane
nella piana intorno al Santuario, mentre in una zona di più vasto raggio sono
emersi resti di costruzioni più imponenti (la campagna di scavo è tutt’ora in corso). I municipi romani erano solitamente
retti da Quadrumvirii ma Forum Novum,
essendo un importante mercato, quindi interessato da frequenti tumulti, era
governato da dei Duoviri in modo da avere un
tempestivo intervento delle autorità pubbliche in caso di bisogno. Il centro
era alimentato da un solo acquedotto (di cui sono visibili alcune arcate) fatto
costruire dal cittadino P. Faianus Plebeius che finanziò anche la costruzione di una fontana
pubblica ed il prolungamento delle condutture per
portare l’acqua alle vicine terme e ad i bagni pubblici. Da un’iscrizione
sappiamo che a Forum Novum era presente un tempio
dedicato al culto di Venere.
In era
cristiana la zona divenne centro di culto. La leggenda vuole che San Pietro avesse soggiornato a Forum Novum
proprio per l’importanza di questo centro della Sabina e dei forti legami con
Roma. Negli Acta Sancti Anthimi si parla di tre Martiri (Basso, Fabio e Massimo)
che proprio in questi luoghi ebbero ad essere martirizzati
e dove trovarono sepoltura nel locale cimitero (seconda metà del II sec. d.C.).
Nel IV sec. la Chiesa di Vescovio
divenne sede Episcopale, per volere dell’Imperatore Teodosio I , a ricordo
dell’ Apostolo Pietro. L’importanza assunta dal Santuario di Vescovìo nel corso dei secoli è anche testimoniata dal
fatto che ben cinque suoi Vescovi ascesero al soglio pontificio: 1) Landone (913-914); 2) Anastasio IV (1153-1154); 3)
Celestino IV (1241); 4) Clemente IV (1265-1268); 5) Giulio II (1503-1513).
E tre Vescovi furono Antipapi: 1) Silvestro III (1045-1046);
2) Alberto (1102); 3) Felice V (1439-1449). Per chi
volesse approfondire l’argomento interessante il libro di N. Fabbretti - I Vescovi di Roma - ediz.
Paoline 1986. La Cattedrale di Vescovìo fu distrutta dai Saraceni nell’ 876. Agli
inizi del sec. XI
il Vescovo Amedeo,
con l’aiuto di Papa Landone (già Vescovo di Forum Novum), avvio’ l’opera di
restauro della Chiesa e la ricostruzione dell’abitato. Nonostante gli sforzi il centro non tornò più agli antichi splendori, tant’è che nel 1495
la sede Episcopale fu trasferita definitivamente nel vicino centro di Magliano Sabino. La popolazione locale,
come atto di ribellione, incise sull’arco antistante la Chiesa l’scrizione ECCLESIA CATHEDRALIS SABINORUM. Il Papa Leone X, nel 1521, per calmare gli animi
restituì a Vescovìo il titolo di Cattedrale e a
quello di Magliano il titolo di Con
cattedrale. Non fù però più sede Episcopale e la sua
funzione era quella di una comune Chiesa in cui le Messe venivano
celebrate dai Parroci dei paesi vicini.
Subito
dopo la Prima Guerra Mondiale iniziarono le opere
di restauro della Cattedrale e quelle di scavo dell’area archeologica. I resti
della città romana sono ben visibili e la Chiesa offre, sia all’esterno che
all’interno, uno spettacolo unico: essa stessa è edificata nel punto in cui i
primi cristiani si riunivano per pregare in memoria dei tre Martiri di cui
abbiamo detto all’inizio. Il 19 Marzo 1993 nella festa di S. Giuseppe patrono
dei lavoratori, accolto con immensa gioia della gente dei campi il papa
Giovanni Paolo II visita questi luoghi bagnati dal sangue dei martiri , rinvigoriva la fede qui annunciata dall’apostolo Pietro e
si raccoglieva in preghiera davanti all’immagine della Madonna in questa
meravigliosa cattedrale sabina
Si accede al cortile antistante la Chiesa attraverso un
portale del XII sec.
che reca sull’architrave l’incisione “ECCLESIA CATHEDRALIS SABINORUM”. Ai lati
della porta di accesso sono addossati due edifici di
epoca incerta (alla sinistra è ospitato il bar – tavola calda). Nel cortile,
alla nostra destra troviamo la bella torre campanaria dell’ XI-XII sec. costruita nella
parte bassa in muratura rafforzata agli angoli da blocchi di pietra e nella
parte superiore in laterizi. La
Chiesa è il risultato di strutture sovrapposte. La fondamenta della crociera sono di epoca romana, mentre la
parte in muratura dovrebbe risalire all’ VIII
– IX sec. . Convivono tre tipi di finestre e le pendenze del
tetto diverse da quella attuale danno l’idea di quante
ristrutturazioni deve aver subito la Cattedrale di Vescovìo
a causa dei continui saccheggi e distruzioni. . L’interno lascia senza fiato:
sono straordinari gli affreschi del XIII sec. che ancora in parte adornano le
sue pareti. Furono eseguiti da Allievi del Maestro Cavallini ed
illustrano cicli del Vecchio e del Nuovo Testamento con in fondo il Giudizio
Universale. Pregevole il crocifisso in legno del XV
sec. che si trova in una delle Cappelle laterali. Particolare anche la fonte
battesimale, ricavata da un’antica colonna lavorata. La parte più
caratteristica è la Cripta
a cui si accede dalle Cappelle laterali. Essa è di
forma semicircolare e consta di due sale le cui pareti presentano ancora resti di affreschi di epoca romana. Le due sale sono collegate da
un corridoio semicircolare concentrico all’abside. La parte centrale del
corridoio è aperta con un piccolo arco che si affaccia all’interno della Chiesa
proprio sotto all’altare e che sembra essere la finestrella confessionis.
La
visita al Santuario di Vescovìo, che senza indugio definirei come una delle più belle costruzioni a carattere
Sacro del Centro Italia, regala l’occasione di trascorrere una giornata
all’aria aperta. La piana antistante è attrezzata per i pic-nic e non mancano
fontanelle per l’acqua. Le strade da e per Roma sono piacevolissime.