01/02/2006

Scomparso l' artista coreano

Nam June Paik,

il padre della videoarte

Lutto nel mondo dell'arte. Si è spento il 30 gennaio u.s., all'età di 74 anni, nel suo appartamento di Miami, in Florida, il grande artista coreano Nam June Paik, universalmente considerato il padre della videoarte. Paik era rimasto parzialmente paralizzato nel 1996 a causa di un accidente cardiocerebrovascolare. Fin da quando lascia nel 1949 , a causa della guerra, la Corea per il Giappone, decide di formarsi in ambito artistico soprattutto dal punto di vista musicale. Decisivo in questo senso l'incontro col grande musicista John Cage, personalità che influenzerà radicalmente la sua poetica, introducendolo alla mistica del caso e dell'indeterminato. Paik conduce per oltre cinquant'anni una ricerca a tutto campo sulle potenzialità artistiche dei nuovi strumenti tecnologici. In lui forte è il desiderio di vedere, di scoprire luci e confini: utilizzare gli strumenti della comunicazione, la moderna tecnologia e il medium più idoneo al contatto, per un ulteriore confronto, per ulteriori prove. Se nel 1963, a Wuppertal, si tiene la sua prima mostra importante - Exposition of Music/Electronic Television - , è nel 2000 che Guggenheim di New York lo consacra definitivamente con la grande retrospettiva The Worlds of Nam June Paik, visitato da un nostro redattore (vedi foto del 2000).Anche Torino nel 2002, a Palazzo Cavour, lo celebra con l'esposizione Il giocoliere elettronico. Di lui rimangono eventi e opere memorabili: dalle performance con la violoncellista Charlotte Moorman, ai video girati con la prima videocamera portatile, fino alla messa a punto dell'Abe-Paik synthetizer (1970), uno dei primissimi sintetizzatori video. Questa comprensione della nuova società tecnologica, il sincretismo tra cultura orientale e occidentale, tra cultura pop e d'avangurdia, lo hanno designato come pioniere ed emblema dell'artista dell'era elettronica. Che ovviamente ha dato già adito a una generazione di emulatori, più o meno validi. (Olga Miglionico)